Molti ci chiedevano perchè lo facevamo.
Molti si staranno chiedendo tuttora perchè l'abbiamo fatto.
La 1000 kilometri si propone di trasmettere alcuni significati veicolati dalla pratica dello sport degli attacchi: il significato sportivo, culturale e perchè no?...personale, quello della sfida!
Ed è con questo stato d'animo che domenica 28 agosto, noi tre equipaggi siamo partiti alla volta di Parigi, ambiziosa meta della 4° edizione della 1000 kilometri.
La consapevolezza che non sarebbe stata un'impresa facile, non ha di certo smorzato l'entusiasmo e l'eccitazione suscitati, sì dalla passione per i cavalli, ma anche dall'incognita del risultato finale.
Le nostre aspettative non sono state deluse!
Abbiamo attraversato spazi che solo la lentezza del nostro procedere ci ha fatto apprezzare, impossibili da immaginare con i ritmi veloci dei tempi odierni.
Il viaggio materiale attraverso città e paesaggi incantevoli, è avvenuto parallelo al viaggio compiuto dalla nostra mente. Nella vita quotidiana, spesso si desiderano cose che non si potranno mai avere. In un viaggio come questo, cose che non si sono desiderate, giungono inaspettate e, quando arrivano, si rimane spiazzati, senza parole...Ecco il bello di una simile esperienza! E' che è tutta una sorpresa: dietro ad ogni angolo ti aspetta un paesaggio più splendido del precedente, persone squisite che si prodigano in mille modi, suoni e colori che si imprimono dentro di te.
Questo incredibile susseguirsi di immagini e avvenimenti, quando arriva alla mente, viene elaborato in emozioni e sensazioni che ti fanno sentire VIVO e oserei dire, felice!
Ci si sente far parte di ciò che ci circonda, di essere un tutt'uno con tutto e tutti, percezione rafforzata dalla complicità, che inequivocabilmente, nasce tra equipaggio e cavalli e tra gli equipaggi stessi.
Possiamo dunque concludere, che questa esperienza ha tracciato con un segno incancellabile, la lunga linea di un viaggio che ognuno di noi ha fatto, principalmente dentro di sé.
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